Cosa significa Bio-Individualità e come nutrirsi secondo la nostra unicità per restare in forma e salute?
Il termine “Bio-individualità” può evocare diversi comprensioni al significato di questa parola. Sappiamo tutti che vuol dire “individuale”, o “individualità”, ma qui mettendo semplicemente “bio” davanti, andremo un po’ di più in profondità.
Nel 1956 Roger Williams, famoso biochimico statunitense (è noto per la scoperta e l’isolamento dell’acido folico, e per i suoi ruoli nella rilevazione di acido pantotenico, vitamina B6 e l’acido lipolico), ha pubblicato il testo “Individualità Biochimica”, affermando che l’individualità permea ogni parte del corpo umano. Questo libro esplora in profondità come le differenze personali nell’anatomia, nel metabolismo, nella composizione di fluidi corporei e nella struttura cellulare influenzano la nostra salute in generale. Ogni persona, scrive Williams, ha esigenze nutrizionali geneticamente determinate e altamente individualistiche.
Ma da cosa dipendono queste esigenze?
Prima di tutto vorrei sottolineare qualcosa di molto importante: la bio-individualità si basa sulla persona, non sulla teoria.
Se un tipo di alimentazione o dieta funziona per te oggi, può comunque non funzionare più domani, o dopo tre mesi, o dopo un anno…
Quindi non si tratta solo di trovare cosa funziona per noi, ma imparare anche ad ascoltare il nostro corpo. Tutto nella vita è in continuo cambiamento, la natura, le stagioni e anche noi.. E questo è il punto, le persone a volte quel che temono di più, è proprio il cambiamento. Ad una stragrande maggioranza di noi, probabilmente piacerebbe che le cose rimanessero così come sono. Ma quando riusciamo a vedere che tutto è in costante cambiamento, ha senso che anche la nostra dieta sia in linea con questo processo.
Noi mangiamo in modo diverso durante il weekend, quando siamo di riposo, rispetto alla settimana. Ogni dieta che non raccomanda un modo diverso di mangiare rispetto alla stagione, in realtà salta un passaggio importante. La maggior parte delle diete per dimagrire non tiene conto delle differenze di alimentazione in base al sesso e all’età, non esiste un modo esatto di nutrirsi che vada bene per tutti.
Tramite il concetto della bio-individualità, le persone possono imparare come ascoltare se stesse, e questo nuovo ascolto si riflette sulla loro vita, sulle loro scelte, nutrizionali e non, questo è molto più importante rispetto al semplice obiettivo di perdere qualche chilo o seguire una determinata dieta per dimagrire.
Da cosa, dunque, dipende la nostra bio-individualità?
Diciamo che ci sono tantissimi aspetti, perché ciascuno di noi è unico, quindi è molto più importante rispettare la nostra unicità prima di pensare all’alimentazione. Ma se vogliamo orientarci, possiamo dire che la dieta/ l’alimentazione sana deve essere basata sulla persona, non sulla teoria, non su un concetto astratto, quello che chiamiamo appunto “bio-individualità”. Il cibo sano per un individuo potrebbe essere l’esatto opposto per qualcun altro, l’individuazione di una alimentazione sana dovrebbe tener conto del sesso, l’età, la razza, provenienza culturale (origine), gruppo sanguigno, metabolismo, livello di attività fisica.
Con questo concetto la Nutrizione Integrativa vuole rispettare l’individuo, perché ciò che maggiormente si fa, è rispettare la teoria. E la teoria sulle persone molto spesso fallisce (le diete non funzionano) e poi loro si sentono in colpa e questo non è una buona base che si crea dentro di loro per andare verso una alimentazione più sana.
Stare bene e mangiare bene è bio-individuale. Osserviamo tutte le varie diete, concetti nutrizionali e regimi – per esempio negli anni ’70 si mangiavano molto più carboidrati, negli anni ’80 pochi grassi, all’inizio del ventunesimo secolo la nostra alimentazione è diventata molto ricca di proteine. Mi chiedo se ogni esperto, la cui teoria ha avuto più o meno successo nei periodi citati, possa confermare nella pratica che la dieta da loro proposta ha poi funzionato per tutti i diversi pazienti. Hanno riconosciuto che la donna mangia diversamente dall’uomo? Che i bambini, adolescenti e le persone anziane hanno diverse preferenze ed esigenze?
Uno dei principali fattori che determinano la bio-individualità è la nostra provenienza culturale, i nostri antenati. Se qualcuno è di origini giapponesi, è molto probabile che una dieta fatta di riso, verdure e pesce sarà di grande beneficio. Il sistema digestivo di un indiano trarrà grande nutrimento dal riso basmati, legumi, curry, piatti speziati. Un terzo esempio, gli africani: loro hanno una alimentazione ricca di legumi, cereali, proteine animali, patate dolci e verdure. Queste popolazioni, per via del clima caldo, non hanno la possibilità di produrre latte e i suoi derivati. Poiché il latte non fa proprio parte dalla loro dieta tradizionale, per questo molti africani possano risultare intolleranti al lattosio.
Studiando più in profondità ho compreso che nella vita, e anche nella nutrizione, non è mai niente tutto o bianco, o nero. Io provengo da uno dei paesi (la Bulgaria) dove è nato lo yogurt, il mio microbioma non solo lo tollera, ma ha proprio bisogno di questo alimento. Poi ho sperimentato che c’è una grande differenza tra i diversi tipi di “latte” – tra quello della rete industriale e il latte di capra e pecora artigianali o bio, così anche tra i derivati: formaggio fresco o formaggio stagionato, e a seconda che sia fatto di latte pastorizzato o di latte crudo.
Ciò che vorrei dire è che tante persone, me inclusa, cercano di evitare prodotti laterali, ad esempio tendiamo ad evitare il lattosio. Tuttavia ignoriamo che i latticini artigianali, di buona qualità, soprattutto di latte crudo di capra, di pecora, di bufala, contengono in realtà enzimi preziosi. Evitando questi alimenti ci priviamo dell’energia femminile, morbida e calmante, che essi rappresentano. Io negli ultimi anni ho iniziato a sperimentare, sebbene sempre in modo moderato, prodotti di questo tipo, possibilmente di qualità molto buona. Ovviamente questo discorso non vale per chi è intollerante ai latticini, anche se, alcune persone hanno risolto proprio quando hanno cambiato la qualità di questi prodotti.
Continuando con gli esempi, un soggetto che vive al nord Italia, ma ha origini siciliane, probabilmente sarà attratto delle pietanze tipiche della cucina siciliana e potrà essere particolarmente goloso di dolci. Non ha molto senso che qualcuno di origine italiana si metta a seguire una dieta che neghi le proprie origini, l’Italia è il paese della dieta mediterranea, ricchissima nella sua varietà (patrimonio Unesco). Chi è nato e cresciuto in Italia, ha formato un microbioma che ha sviluppato delle caratteristiche per trarre il massimo nutrimento da ciò che propone la terra e la cucina italiana. Qualsiasi dieta si scelga, è quindi un bene che si prendano in considerazione le proprie origini.
Anche il tipo del gruppo sanguigno influenza la nostra bio-individualità. Questo aspetto che nelle varie proposte di diete spesso non viene preso in considerazione, ed è anche vero che non determina del tutto i nostro modo di nutrirsi sano, in realtà è una chiave abbastanza importante. I quattro gruppi sanguigni (A, B, AB, O) si sono evoluti nel corso di migliaia di anni e offrono informazioni utilissime su quali alimenti funzionano meglio per il nostro corpo.
Ogni tipo di gruppo sanguigno può essere collegato ad un certo periodo della storia umana con differenze distinte nella dieta, cultura e condizioni sociali. Ogni gruppo sanguigno ha sviluppato particolari punti di forza e debolezza e conoscerli può influenzare positivamente la nostra salute. Molti tipi O si sentono in forma e con più energia, mangiando carne, mentre per il gruppo A la carne e il latte magari non sono proprio elementi di forza, quelli del tipo B per esempio sono in grado di digerire meglio i latticini, e il gruppo AB potrebbe trarre benefici da una dieta vegetariana o vegana.
Queste preferenze si basano su una reazione chimica che si verifica tra i cibi che mangiamo e il nostro sangue. Se ci nutriamo con un cibo incompatibile con il nostro gruppo sanguigno potremmo anche riscontrare alcuni problemi di salute, e questo dimostra come il cibo per una persona possa essere il veleno per un’altra.
Un altro aspetto della bio-individualità è il metabolismo, ovvero la velocità con cui convertiamo il cibo in energia. Conoscere il proprio metabolismo è utile quando si misura la quantità del cibo che il sistema digestivo può elaborare. A seconda del nostro tasso metabolico, il nostro corpo può convertire rapidamente le calorie in energia o accumulare le calorie come peso in più.
Le persone possono essere divise in tre tipi di tasso metabolico:
1. Il tipo proteico, con il cosiddetto metabolismo veloce
2. Il tipo carboidratico, con il cosiddetto metabolismo lento
3. Il tipo misto con un tasso metabolico medio
I tipi proteici tendono ad essere spesso affamati e desiderano cibi grassi e salati, per loro non funzionano bene le diete ad alto contenuto di carboidrati o del tipo vegetariano. I loro corpi bruciano i carboidrati troppo rapidamente e un apporto proteico più elevato li aiuta a rallentare il loro metabolismo.
I tipi carboidratici, con un metabolismo lento, generalmente hanno meno appetito, tollerano abbastanza bene i dolci e hanno problemi con il peso, infatti richiedono un’alta percentuale di carboidrati per ricevere energia e accelerare il loro metabolismo.
I tipi misti generalmente hanno appetito medio e desiderano moderatamente cibi dolci e amidacei. Per loro, la dieta ideale è una combinazione equilibrata di proteine e carboidrati.
Da tenere presente che anche il nostro tasso metabolico e la nostra sensibilità metabolica possono cambiare con l’età o quando i livelli di stress cambiano o ci sono delle carenze nutrizionali, quando la tua dieta o stile di vita cambiano. Se tutto sembra troppo complicato e confuso, basta semplicemente osservare come il nostro corpo risponde al cibo che gli diamo. Le persone sono diverse e conoscere il proprio corpo è un primo passo essenziale per scoprire come rimanere in salute.Conoscere quali alimenti metabolizzi meglio ci aiuterà a scegliere cibi che ci fanno sentire bene e che supportano il nostro organismo.
I nostri gusti e preferenze personali, la nostra forma fisica, il nostro gruppo sanguigno, il tasso metabolico e il background genetico influenzano ciò che gli alimenti ci danno o non ci danno. Quindi, quando gli esperti dicono che “i pomodori sono buoni o non buoni per te” o “la carne rossa non è sana”, è troppo generico. Il cibo di una persona può essere come veleno per un’altra persona, ed è per questo che le diete non funzionano a lungo termine, non si basano sulla realtà che tutti abbiamo esigenze dietetiche diverse in tempi diversi.
A volte ci vogliono milioni di dollari in finanziamenti e anni di ricerca per gli scienziati per dimostrare ciò che già sappiamo. La scienza scoprirà presto che la dieta deve basarsi sulla bio-individualità.
La bio-individualità è uno degli aspetti più importanti, sia per la nostra alimentazione che per la nostra vita. Esistono tanti modi di mangiare quante sono le persone sulla terra. E proprio attraverso la unicità che abbiamo, conoscendola e rispettandola, possiamo esprimere al meglio noi stessi e restare in forma e buona salute.
In parte, tratto dalla fonte: “Integrative Nutrition – Feed Your Hunger for Health and Happiness”, Joshua Rosenthal
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